BORGO DI TRESANA

© foto Stefano Semenzato

DESCRIZIONE

La borgata di Tresana è costituita da poche case immerse in un antico castagneto e faggeto. Le case in sasso squadrato, i tetti tutti a lastre di pietra (si può ammirare uno dei più grandi tetti di questo tipo presenti nell’Appennino) e i castagni secolari danno a questo luogo un’atmosfera da favola. Borgata di alta quota (930 mt s.l.m) è alle falde del Monte Tresca da cui forse deriva il nome. Fu probabilmente fondata da Francesco Degli Antoni, nel 15301 attorno ad una fonte che ancora oggi dà un’acqua limpida e fresca.

Nel percorso verso Tresana non si possono però saltare alcune tappe intermedie. La prima è il Mulino di Tognarino sul Rio Fantino, un gruppo di case nate attorno al vecchio mulino in cui si macinavano le castagne provenienti dai vari essiccatoi della zona. Dal Mulino di Tognarino parte la cosiddetta via dei mulini e un sentiero (il 147A) scende verso il fiume Silla al laghetto di Porchia o più in là al Mulino di Tacaia, passando per il Mulino di Masseré.

La seconda meta da non perdere è poi il Mulino della Squaglia. Seguendo la strada sterrata che da Castelluccio conduce a Madonna del Faggio, poco dopo il bivio per Tresana, si incontra sulla destra un sentiero facilmente riconoscibile anche per la presenza di un casone per l’essiccazione delle castagne al centro di alberi secolari e con il terreno particolarmente curato. È chiamato Casone di Policarpo, dal nome del proprietario e qui si raccoglievano castagne e si faceva il carbone da legna come testimoniano le foto presenti al museo Laborantes.


COME ARRIVARE