LA BIODIVERSITA’ DEL CASTAGNO

UN PATRIMONIO AGRICULTURALE

La coltivazione del castagno, così diffusa nel nostro Appennino e presente dai tempi di Matilde di Canossa,  è curata e risaltata nel Castagneto di Varano, oggi conosciuto come “Parco Didattico Sperimentale del Castagno”. Attraversando il parco è evidente la biodiversità del castagno, dal “castagneto tradizionale” al “castagneto monumentale” con le antiche ceppaie, dal “castagneto sperimentale” con gli innesti da frutto e da legno al “canniccio” che rispettando la tradizione ne trasforma il frutto. Esposizione del versante, caratteristiche del suolo, consociazione con essenze spontanee autoctone contribuiscono alla qualità dei frutti del castagneto il cui habitat ne arricchisce di “buone sostanze” il terreno, composto da pioppi, betulla e ciliegio, pini, felci e ginestre, mirtilli e more, fragoline e lamponi, funghi.

Nel settore sperimentale da frutto sono presenti 14 varietà di castagno e nel settore sperimentale da legno sono presenti 5 varietà. Il ciclo di coltivazione si completa con la raccolta autunnale delle castagne e con la successiva  lavorazione, dall’essicazione alla trasformazione in farina e in granulato per la birra artigianale.

Il Parco è il luogo che trasmette valore e memoria attraverso le cicliche fasi di raccolta e trasformazione. Ciclicamente, la fase di manutenzione si conclude con eventi per far festa al lavoro svolto e per rinsaldaRe i legami. Dall’inizio autunno a metà primavera prevale la cura del castagneto con sfalci, potature, spollonature, raccolta e lavorazione, da metà primavera all’inizio dell’autunno prevale l’aspetto socio-educativo del castagneto con le visite delle scuole e gli eventi ludici.

Nelle visite scolastiche e durante gli eventi ludici il parco è visitabile percorrendo i percorsi “Le ceppaie da frutto” – “La sorgiva” – “La via del legno”.


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