IL MUSEO LABORANTES

© foto Stefano Semenzato

DESCRIZIONE

Il Museo raccoglie oggetti e testimonianze databili tra l’800 e il ‘900 che testimoniano il mondo religioso e la dura vita quotidiana e di lavoro delle popolazioni di queste montagne. E poiché il termine “lavorare” viene dal latino labor che vuol dire appunto “fatica, lavoro” e coloro che pregano in latino gli orantes ecco il nome del museo: LABORANTES.

Le sale che si possono visitare contengono oggetti, ma il progetto museale di Castelluccio è più vasto perché comprende anche i paesaggi, l’architettura, le testimonianze della tradizione rappresentate dai gruppi di case, dai “casoni” per le castagne, dagli oratori, dai mulini, dalle “maestà” presenti nel territorio. Per questo si consiglia, dopo aver visto le sale, di percorrere boschi e borghi e di collocare (ovviamente con l’immaginazione) gli oggetti visti nel museo nei loro luoghi originari.

Le prime collezioni su cui è nato il museo sono quelle legate alla religiosità popolare. Si tratta di oggetti provenienti dai santuari della Madonna del Ponte e della Madonna del Faggio, oltre che dalla Chiesa di Castelluccio.

Poi, grazie al lavoro della Pro Loco “Il Faggio” è continuata la raccolta di oggetti e molte persone e famiglie della zona hanno scelto di affidare al museo le loro raccolte private, per renderle patrimonio della collettività. Hanno così preso vita varie collezioni legate alla vita quotidiana del borgo di montagna e ai lavori più diffusi dell’Appennino. Oggi si è notevolmente sviluppato e con le sue oltre 25 sale espositive è il più grande museo della montagna bolognese.

Il Museo Laborantes si trova all’interno del Castello Manservisi a Castelluccio – Alto Reno Terme.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale del Museo Laborantes


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